Photo: PexelsSam Lion, ©

Mangiare bene per la sindrome dell’ovaio policistico

31 gennaio, 2021 ,

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), nota anche come sindrome di Stein-Leventhal, è il disturbo ormonale più comune nelle donne in età fertile. Si ritiene che colpisca 1 donna su 10, ed è la principale causa di infertilità femminile, oltre ad essere associata a complicazioni metaboliche e cardiovascolari.

Di cosa si tratta?

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è stata segnalata dai medici Stein e Leventhal nel 1935. La comprensione di questa sindrome, a lungo misconosciuta e sottodiagnosticata, si è notevolmente evoluta negli ultimi anni. Sebbene l’origine dello squilibrio ormonale associato alla PCOS non sia pienamente compresa, si ritiene che la sua causa possa risiedere nelle ovaie e/o nel cervello. Questo squilibrio ormonale determina un’inibizione dell’ovulazione e una secrezione di testosterone anormalmente alta.

Quali sono i sintomi e le complicanze?

La presenza e l’intensità dei sintomi variano da donna a donna. Tra questi ricordiamo:

  • Disordini dell’ovulazione:

L’ovulazione è rara o del tutto assente. Ciò si traduce in cicli irregolari della durata di oltre 35-40 giorni, o addirittura con l’assenza di mestruazioni. La PCOS inoltre causa infertilità in circa la metà delle donne che ne soffrono.
Va notato che nelle donne in gravidanza affette da PCOS vi è un incremento del rischio di aborto spontaneo, e un aumento delle complicazioni durante la gravidanza e dei rischi ostetrici e neonatali (diabete gestazionale, preeclampsia, ipertensione, parto prematuro, ecc.)

  • Iperandrogenismo:

L’aumento del testosterone nel sangue causa ipertricosi nel 70% delle donne affette da PCOS, oltre ad acne e perdita di capelli.

  • Sindrome metabolica:

La PCOS porta a complicazioni a lungo termine perché favorisce lo sviluppo del grasso addominale e aumenta il rischio di sindrome metabolica (sovrappeso, dislipidemia, ipertensione arteriosa, disturbi della glicemia), che può a sua volta ingenerare una resistenza all’insulina e quindi la comparsa del diabete, e rappresenta un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.
Non tutte le donne con PCOS sono in sovrappeso, dal 20 al 24% di loro sono di corporatura esile. In questi casi le donne affette da PCOS corrono un rischio maggiore di essere sottodiagnosticate, perché potrebbero non presentare alcuni sintomi come periodi irregolari e acne, tuttavia sono ugualmente esposte ad alterazioni metaboliche e a rischi cardiovascolari a lungo termine.

  • Ansia, depressione e disturbi alimentari:

Recenti studi hanno dimostrato un legame tra PCOS e ansia, depressione e scarsa qualità di vita, che possono essere spiegate dalla presenza di infertilità, irsutismo, perdita di capelli e acne. Nelle pazienti affette da PCOS sono inoltre stati osservati disturbi alimentari come anoressia, bulimia e iperfagia, in particolare in chi soffre di ansia e depressione.

Esistono delle soluzioni?

Il trattamento della PCOS è finalizzato al trattamento dei sintomi e passa attraverso:

  • L’adozione di uno stile di vita sano:

Secondo le raccomandazioni ufficiali, tutte le donne con PCOS dovrebbero adottare un’alimentazione sana e uno stile di vita attivo durante tutto l’arco della loro vita.

Si possono prendere in considerazione diversi approcci dietetici equilibrati, tra cui la dieta mediterranea, diete a basso contenuto di glucidi e la dieta DASH.

È importante:

  • privilegiare i carboidrati ricchi di fibre come frutta, verdura, cereali integrali e legumi;
  • distribuire i carboidrati nell’arco della giornata (3 pasti equilibrati al giorno e spuntini all’occorrenza);
  • ridurre l’apporto di zuccheri concentrati;
  • adottare una dieta ricca di omega-3,
  • ridurre il consumo di alcolici.

Alle donne in sovrappeso si raccomanda una perdita graduale di circa il 5-10% del peso iniziale per ridurre i sintomi. Se desiderate un accompagnamento personalizzato le nostre nutrizioniste saranno felici di aiutarvi.

Per chi non è in sovrappeso dimagrire non presenta alcun vantaggio. Ad ogni modo, adottare una dieta bilanciata e praticare attività fisica sono pratiche utili per ridurre le complicazioni a lungo termine.

Inoltre è essenziale mantenersi attivi, facendo 30 minuti di attività al giorno o un totale di 3 ore alla settimana. Camminata veloce, corsa, nuoto, ciclismo, ballo, tennis… ma anche fare giardinaggio ed escursionismo sono tutte ottime scelte. Variate le attività per non annoiarvi e cercate di fare degli esercizi per rafforzare i muscoli 2 giorni non consecutivi alla settimana.

  • Trattamenti medici:

Non esiste un unico trattamento medico. Ogni terapia deve essere personalizzata e adattata alla singola persona. L’obiettivo è quello di migliorare i sintomi della PCOS legati all’eccesso di androgeni, alle irregolarità mestruali, all’anovulazione, alla resistenza all’insulina e al profilo metabolico. A seconda dei casi si può raccomandare di assumere pillole anticoncezionali o farmaci per il diabete. Consultate il vostro medico a riguardo.

  • Un sostegno psicologico e nutrizionale potrebbe essere di grande aiuto, in particolare in caso di disturbi alimentari.

In conclusione

Le donne affette da PCOS possono soffrire di molteplici sintomi in grado di influire notevolmente sulla loro qualità di vita. Non esiste una cura per questa sindrome, tuttavia cambiare le abitudini di vita (seguire una dieta equilibrata, fare esercizio fisico, ridurre il consumo di alcol) e raggiungere (e mantenere) un peso sano può alleviare i sintomi e prevenire problemi di salute cronici a lungo termine.

Le nostre nutrizioniste sono pronte ad accompagnare le donne che soffrono di PCOS. Inoltre offriamo svariati menu, tutti sani ed equilibrati, che possono aiutarvi a ridurre i sintomi.


Fonti

  • INSERM.Fr. Dossier d’information: Le syndrome des ovaires polykystiques (SOPK). 2019. [Online] https://www.inserm.fr/information-en-sante/dossiers-information/syndrome-ovaires-polykystiques-sopk (consultato novembre 2020).
  • Aversa, A., La Vignera, S., Rago, R., Gambineri, A., Nappi, R. E., Calogero, A. E., & Ferlin, A. (2020). Fundamental concepts and novel aspects of polycystic ovarian syndrome: Expert consensus resolutions. Frontiers in Endocrinology, 11.
  • Chaudhari AP, Mazumdar K, Mehta PD. Anxiety, depression, and quality of life in women with polycystic ovarian syndrome. Indian J Psychol Med. (2018) 40:239–46. doi: 10.4103/IJPSYM.IJPSYM_561_17 31.
  • Tan J, Wang Q-Y, Feng G-M, Li XY, Huang W. Increased risk of psychiatric disorders in women with polycystic ovary syndrome in southwest China. Chin Med J. (2017) 130:262–6. doi: 10.4103/0366-6999.198916 32.
  • Ozcan Dag Z, Alpua M, Isik Y, Buturak SV, Tulmac OB, Turkel Y. The evaluation of temperament and quality of life in patients with polycystic ovary syndrome. Gynecol Endocrinol. (2017) 33:250– 3. doi: 10.1080/09513590.2016.1254610
  • Lee I, Cooney LG, Saini S, Smith ME, Sammel MD, Allison KC, et al. Increased risk of disordered eating in polycystic ovary syndrome. Fertil Steril. (2017) 107:796–802. doi: 10.1016/j.fertnstert.2016. 12.014
  • International evidence-based guideline for the assessment and management of PCOS 2018 (MONASH)
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Autori

Jennifer Morzier

Jennifer Morzier

Dietista-Nutrizionista membro dell’Albo professionale dei dietisti-nutrizonisti del Québec (OPDQ) , Jennifer è specializzata sia in nutrizione sportiva che in problematiche gastrointestinali, tra cui la dieta FODMAP. Jennifer propone una visione semplice, efficace e pratica riguardo la pianificazione dei pasti quotidiani.

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