La disciplina è la soluzione miracolosa per l’attività fisica?

27 aprile, 2026 ,

2. L’analogia della bussola

La disciplina è come una bussola: ti indica la giusta direzione. Ma senza una mappa, non sai dove ti trovi né quali ostacoli si frappongono sul tuo cammino.

Avere disciplina è un po’ come saper mantenere una direzione, una rotta, nonostante le distrazioni e gli imprevisti. Prima di tutto, però, ti serve una mappa del percorso, una chiara idea di dove ti trovi, delle risorse a tua disposizione e degli ostacoli da prevedere. Senza questa mappa, e affidandoti solo alla bussola, rischi di finire in vicoli ciechi o di imboccare un percorso più difficile e arduo del necessario per raggiungere la tua destinazione.

La disciplina si riferisce a uno sforzo costante e può certamente aiutare a mantenere una rotta (anche sbagliata!), attraverso la fedeltà a una regola. Può però spingerci a “resistere” in un programma inadatto, a ignorare i segnali del nostro corpo o a persistere in routine che non soddisfano più i nostri bisogni.

Dal punto di vista di un cambiamento comportamentale efficace e olistico, questa sola costanza non basta: deve essere radicata in un approccio personalizzato e in costante adattamento ai cambiamenti (nella salute fisica e mentale, nella vita quotidiana, ecc.).

Ecco perché, nelle mie consulenzae, sottolineo che il vero lavoro non consiste nello “spingersi di più”, ma nel reindirizzare con lucidità i propri sforzi verso:

  • Individuazione dei propri punti di riferimento interni (valori, emozioni, bisogni)
  • Osservazione delle effettive condizioni sul campo (affaticamento, condizioni meteorologiche, contesto)
  • Adattamento dell’itinerario senza perdere di vista il proprio viaggio.

La disciplina diventa così ciò che dovrebbe essere sempre: non un’arma a doppio taglio, ma uno strumento per guidarci in una direzione che scegliamo noi stessi, in modo autonomo.

Pertanto, il mio ruolo durante le sessioni di coaching motivazionale non è quello di predicare la disciplina, ma di aiutare ogni persona a leggere la propria mappa, a capire quando perseverare, quando cambiare rotta e quando tornare indietro. Non conta solo il coraggio di perseverare a tutti i costi, ma anche e soprattutto la capacità di orientarsi con strategia e conoscenza di sé.

Quale analogia vi ha colpito di più? Le situazioni descritte corrispondono alla vostra esperienza personale o a quella di qualcuno a voi vicino? Spero che la lettura di questo articolo vi abbia permesso di provare maggiore compassione per le vostre difficoltà motivazionali e vi abbia incoraggiato a guardare alla vostra situazione con maggiore prospettiva e meno giudizio.

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Autori

Gary Geoffroy
Dopo quattro anni di studi di medicina in Guadalupa e in Francia, Gary ha deciso di riorientarsi per seguire la sua passione per l'attività fisica. Ha conseguito una laurea triennale e poi un master in scienze dell'attività fisica presso l'Université de Montréal (UdeM). Oggi è specializzato nella scienza del cambiamento comportamentale, una disciplina che mira a rendere l'attività fisica più accessibile, regolare e realistica per tutti. Come fondatore di Kinobi Conseil, fornisce supporto personalizzato a persone che incontrano difficoltà motivazionali nell'ambito dell'attività fisica. È anche istruttore clinico presso la Clinica di Kinesiologia dell'Université de Montréal, dove contribuisce alla formazione degli studenti.

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